“Quando il pub va giù, anche Hamlets Juventus”.

Roberto Picantini ha detto la sua parola sulla prestazione della Juventus ieri contro il Ferencvaros. Ecco le parole del giornalista:Scrivere, o non scrivere, questo è il dilemma: è nobile nella mente coprire i colpi di polvere e ridicole frecce dell’estasi o impugnare le armi contro una banda di brocche e, in cambio, farla finita? Per il controllo e la riverenza.

Quando l’asticella cala, Hamlets Juventus vola. Due a zero a Kiev, quattro a uno alla Puskas Arena di Budapest. In mezzo, la cena catalana allo stadio. Qualificazione in tasca: a volte la Champions League si rinnova. Per un’ora ha giocato anche la commedia del portiere e dei suoi dintorni, la squadra di Pirlo. Pubblico, pioggia, ritmi lenti: le condizioni perfette per chi vuole. E Murata ne aveva un po ‘. Bel gol: primo al via con Bonucci e cross di Cuadrado; Il secondo, a sua volta, è al servizio di Cristiano e al velo per McKinney.

Occhio però alla Sindrome di Démbelè (per segnare Marte, Quarta Opzione non ha sparato) e ribaltarla (per non segnare Morata, Cierre ha tirato e mancato). dettagli. Pirlo ha fatto fermare Dybala ed è entrato Ramzi, poi (naturalmente) si è allungato. C’era il solito cristiano agitato e una chiesa, almeno lui, pronta a decollare nello spazio. Mentre Arthur ingoia palloncini e li tocca brevemente, per la gioia degli statistici.

Tutto sommato, e sempre su Media Luz: un po ‘di stress e meno segnali. E i ferencvaros? Immagino, da lì, il muco del colonnello Ferenc: una volta c’era la Scuola del Danubio. Una volta. Bentancur si è alternato ad Arthur e lo ha fatto con il ruggito del portiere. Poi Dybala. Entra al posto di Murata, e subito in posa da toro, va a referto con un goal e goal, una combinazione di gag di Blazic, Dibusz (su tutti) e Dvali. Il Polley Network ha deciso la trasferta 4-1 che, come sempre, spaccherà la buona bocca del punteggio e il palato esigente degli interpreti. Quindi cristiano a zero – passa, non passa? – che, se vuoi, è la chiave di lettura di Kafka.

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Lazio, in conclusione. Tore “rifornito” e perito, un altro prezioso per uno. Dopo Bruges, San Pietroburgo. Il “solito” Caicedo, il biglietto per vincere la lotteria finale, l’ha salvata dall’esaurirsi. A Cagliari, Torino, con Zenith. C’è vita intorno all’inanimato “.

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